09 Feb 2022
SCHEMI D'IMPATTO DEL PIEDE DURANTE LA CORSA A DISTANZA SU STRADA
Posted by Forrest Group Minerva
Creato: 09 Febbraio 2022

Schemi d'impatto del piede durante la corsa a distanza su strada: una revisione sistematica e una metanalisi

Bovalino, S.P., Kingsley, M.I.C. Foot Strike Patterns During Overground Distance Running: A Systematic Review and Meta-Analysis. Sports Med – Open 7, 82 (2021). Pubblicato: https://doi.org/10.1186/s40798-021-00369-9. 

Schemi d'impatto del piede durante la corsa a distanza: una revisione sistematica e una metanalisi.
[N.d.r.: articolo liberamente accessibile per la lettura. Il testo tradotto non è un bisticcio di parole. La lettura dell’articolo mostra che gli schemi d'impatto del piede, considerati nello studio, sono tre e più precisamente: avampiede (anteriore - forefoot strike), metatarsale (mediano - midfoot strike) e tallone (posteriore - heel strike). Quindi la dizione non posteriore identifica, indirettamente, i primi due modelli d'impatto (forefoot + midfoot).]

gif foot strike
Sommario

Premessa
Le indagini sui modelli d'impatto del piede durante la corsa a distanza su strada si concentrano su prevalenza, prestazioni e il cambiamento nel modello d'impatto del piede con l'aumentare della distanza. Ad oggi, le analisi sintetizzate di questi risultati sono scarse.

Obiettivo
Gli obiettivi chiave di questa revisione erano di quantificare la prevalenza dei modelli d'impatto del piede; valutare, con l'aumentare della distanza di corsa, il cambiamento del modello d'impatto del piede; indagare il potenziale modello d'impatto del piede sulle prestazioni.

Metodi
La letteratura peer-reviewed [N.d.r.: soggetta a revisione tra pari] pertinente è stata ottenuta ricercando in EBSCOhost CINAHL, Ovid Medline, EMBASE e SPORTDiscus (inizio 2021) studi dei modelli d'impatto del piede, in impostazioni di corsa a distanza su strada (> 10 km). Ove possibile, sono state eseguite metanalisi degli effetti casuali dei dati prevalenti.

Risultati
La ricerca iniziale ha identificato 2210 articoli unici. Dopo la rimozione dei duplicati e degli articoli esclusi, nella revisione sono stati inclusi 12 articoli. La metanalisi dei dati sulla prevalenza ha rivelato che il 79% dei corridori su lunga distanza impatta, all’inizio, con la parte posteriore del piede, con una prevalenza che sale all'86% con l'aumentare della distanza. In totale, l'11% dei corridori ha cambiato il modello d'impatto del piede con l'aumentare della distanza percorsa e di questi, la stragrande maggioranza (84%) lo fa in un senso, da impatto non posteriore a impatto posteriore. L'analisi della relazione tra il modello d'impatto del piede e le prestazioni ha rivelato che:

  • cinque studi hanno riportato un beneficio prestazionale per l'impatto non posteriore;
  • uno studio ha riportato un beneficio prestazionale per l'impatto non posteriore nelle donne, ma non negli uomini;
  • quattro studi non hanno riportato alcun beneficio per l'impatto non posteriore o posteriore del piede;
  • nessuno studio ha riportato un beneficio in termini di prestazioni d'impatto posteriore rispetto all'impatto non posteriore.

(N.d.r.: In parte, ne eravamo già a conoscenza, questa è un'ulteriore conferma. ) 

Conclusione
La maggior parte dei corridori di lunga distanza su strada, all’inizio impatta con la parte posteriore del piede e la prevalenza di questo schema aumenta con la distanza. Tra quelli che cambiano lo schema d'impatto del piede, la maggior parte passa dal non posteriore al posteriore. La letteratura attuale fornisce prove inconcludenti di un vantaggio competitivo associato ai corridori di lunga distanza che utilizzano uno schema d'impatto non posteriore a favore di uno schema d'impatto posteriore del piede.

Punti chiave

  • In totale, il 79% dei podisti su strada all’inizio impattano con la parte posteriore del piede, con una prevalenza che aumenta all'86% con l'aumentare della distanza.
  • In totale, l'11% dei fondisti su strada cambia il modello d'impatto del piede all'aumentare della distanza, con la maggior parte di loro che passa da uno schema d'impatto non posteriore a uno schema d'impatto posteriore.
  • L'evidenza a sostegno di uno schema d'impatto non posteriore, che conferisce un vantaggio in termini di prestazioni competitive, rispetto allo schema d'impatto posteriore, non è conclusiva.

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Tratto da: https://sportsmedicine-open.springeropen.com/articles/10.1186/s40798-021-00369-9


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